domenica, 08 novembre 2009

:: COMUNICATO STAMPA SULLA PROPOSTA ALFANO

Contro la proposta del  Ministro Alfano per la riconversione dell’Asinara a “carcere speciale”.
 

Mentre in Consiglio Regionale si è votata la mozione (che allego)  sul diritto dei detenuti sardi, a scontare la propria carcerazione nei luoghi d’origine, in modo da sgravare la sofferenza e il disagio delle famiglie, il ministro Alfano vuol far tornare indietro l’orologio del tempo proponendo la riapertura dell’Asinara come carcere speciale. Riportando con ciò nella nostra isola la peggior criminalità internazionale e inquinando  il nostro tessuto sociale ed economico.
In barba al Parco dell’Asinara e agli investimenti già fatti per la salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema per creare un modello di sviluppo ambientale ed ecocompatibile, il Ministro  intende “rioccupare”  una delle parti più belle del territorio sardo.

“Ministro Alfano, non è questa la stagione dei colpi di sole  e  tanto meno si può abusare dell’intelligenza e della pazienza dei sardi e delle nostre istituzioni.

                                Claudia Zuncheddu
                                Consigliera regionale Rossomori


MOZIONE ZUNCHEDDU  FIRMATA DA TUTTA L’OPPOSIZIONE

Sulle carceri speciali, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.



Consiglio  Regionale del 23/09/09

PREMESSO che:







il piano di riorganizzazione delle carceri presentato dal Ministro Alfano avalla il progetto di portare in Sardegna, per scontare la pena, la più pericolosa criminalità mafiosa internazionale soggiornante nelle carceri italiane;



tale piano, partendo dalla necessità di riorganizzare le carceri nel nostro territorio, e in particolar modo a Cagliari e a Sassari, propone di creare bracci speciali per un totale di circa 400 posti da riservare a detenuti in regime di 41 bis (carcere duro);




i detenuti da "carcere speciale" in Italia sono circa 600 e tutti esponenti della criminalità mafiosa: dalla n'drangheta alla camorra, tutte realtà legate alla delinquenza internazionale che con i suoi traffici (dalla droga, alla prostituzione, ai rifiuti) ha inquinato il tessuto economico e sociale di diverse parti del mondo, compreso quello italiano;

PRESO ATTO che già la magistratura si è occupata, nel nord-est della Sardegna, di infiltrazioni mafiose e camorriste riguardo alla speculazione edilizia e che si fanno sempre più frequenti le dichiarazioni della stampa internazionale in cui si denuncia la presenza di interessi della mafia russa sulle nostre coste sarde;

SOTTOLINEATO che tale provvedimento apporterebbe al popolo sardo e a tutta la Sardegna notevoli 
svantaggi: l'arrivo nel territorio isolano di esponenti di spicco della criminalità organizzata e delle famiglie implicate nella malavita creerebbero, infatti, instabilità sociale, insicurezza per la civile convivenza e inquinamento dei tessuti economici, già fortemente mortificati dalla grave crisi,



impegniamo il Presidente della Regione e gli Assessori competenti affinché:



1)    si garantisca la tutela dei detenuti sardi da infiltrazioni derivanti dalla convivenza in carcere con elementi della criminalità organizzata appartenenti alla più agguerrita delinquenza italiana e internazionale;





2)    si dia l'opportunità a quei sardi che scontano pene in carceri lontane dalla Sardegna e che ne facciano richiesta, di essere trasferiti in sedi di detenzione isolane dove sia garantito un percorso di reale rieducazione e reinserimento nel tessuto sociale di appartenenza; tale opportunità è tesa ad alleviare la sofferenza e i disagi delle famiglie, derivanti dalle distanze, dai costi e dall'inadeguatezza dei trasporti;



3)  si facciano carico della situazione di grave allarme per lo stato di degrado in cui versano le carceri sarde, situazione costantemente denunciata da associazioni di cittadini, da operatori del settore, da artisti, da rappresentanti di enti locali e trovino soluzioni affinché le carceri sarde siano luoghi di reale rieducazione, riflessione e reinserimento degni di un paese civile; dando questo segno di civiltà eviteremo l'ennesimo e drammatico sopruso nei confronti di quei sardi detenuti e delle loro famiglie.




Dopo una mattinata movimentata, la mozione viene votata per punti

Per il 1° punto:
58 presenti    11 astenuti     26 a favore     27 contro




Per il 2° e 3° punto:
62 presenti    12 astenuti     51 a favore     13 contro   



Con l’opposizione compatta votano a favore alcuni consiglieri del CENTRODESTRA 


Il Psd’Az SI ASTIENE
 
                               


Claudia Zuncheddu

Consigliera regionale Rossomori

28 settembre 2009
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venerdì, 06 novembre 2009

::



A CAGLIARI PRESSO
IL PICCOLO AUDITORIUM - PIAZZETTA DETTORI
SABATO 7 NOVEMBRE 2009 Ore 9:30 - 19:30

L'UAAR organizza un

CONVEGNO SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
dal titolo:


LIBERI DI SCEGLIERE


Introduce: Stefano Incani coordinatore regionale UAAR Sardegna;

CLAUDIA ZUNCHEDDU
Medico e consigliera regionale della Sardegna

MAURA NARDIN
Giudice del Tribunale di Sassari
“Profili giuridici legati alla manifestazione di volontà”

SANDRO CANCEDDA
assessore alle Attività Produttive - Provincia di Cagliari,
promotore dell’istituzione del Registro del Testamento Biologico

ANGELA MARIA QUAQUERO
Assessore alle Politiche Sociali – Provincia di Cagliari

CARLO FLAMIGNI
Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, Presidente Onorario UAAR
“Questioni di diritti”

12:30 pausa pranzo

ore 15:30 ripresa dei lavori

SERGIO DIANA
Membro Team Europe Commissione Europea
“l'Unione Europea e il Testamento Biologico”

RAFFAELE CARCANO
Studioso delle religioni e dell'incredulità, Segretario Nazionale UAAR
“Credenti e non credenti di fronte alle scelte di fine vita”

BEPPINO ENGLARO
Presidente Associazione per Eluana; socio della Consulta di Bioetica di Milano; autore dei libri: “Eluana. La libertà e la vita” e “La vita senza limiti. La morte di Eluana in uno Stato di diritto”

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venerdì, 06 novembre 2009

:: Risposta dell'Assessore Baire ad interrogazione sull'Anfiteatro Romano

Prot. 1597_/Gab                Cagliari, lì 16 ottobre 2009

Alla Presidenza della Giunta Regionale
Ufficio di Gabinetto
S E D E
 

Oggetto:     Consiglio regionale della Sardegna - interrogazione n. 66/A, (Zuncheddu, Ben Amara, Uras, Sechi e Zedda Massimo), Anfiteatro romano di Cagliari

In risposta all’interrogazione n. 66/A in data 01.07.2009, presentata dai Consiglieri On.li Zuncheddu, Ben Amara, Uras, Sechi e Zedda Massimo, -Anfiteatro romano di Cagliari- relativamente al punto 3), di competenza di questo Assessorato, lo scrivente Assessore riferisce quanto segue:

- con Legge regionale n. 1 in data 22.01.1990 art. 56 vengono concessi contributi a enti e organismi musicali per l’attuazione di un programma di attività teatrali e musicali e poiché il sostegno è dato all’intera attività degli organismi di spettacolo è in capo a questi ultimi l’individuazione di sedi in possesso dei requisiti prescritti dalla normativa vigente.

- per quanto attiene, infine, il rilascio di autorizzazioni per l’effettuazione di pubblici spettacoli l’Assessorato regionale della Pubblica Istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport non ha competenza in materia.

                        
L’Assessore
F.to Maria Lucia Baire
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giovedì, 05 novembre 2009

:: MOZIONE SU REALIZZAZIONE METROPOLITANA SOTTERRANEA DI CAGLIARI E HINTERLAND

- la realizzazione di una metropolitana parzialmente sotterranea, che colleghi Cagliari all’hinterland non è adeguata ai bisogni della nostra realtà sia  per questioni di carico e di flussi degli utenti, sia per gli ingenti costi di realizzazione e  soprattutto di manutenzione;

- la necessità di sviluppo e di adeguamento alle attuali esigenze del sistema di trasporto pubblico nel cagliaritano, è del tutto slegata alla realizzazione di un progetto di tale portata (bocciato tra l’altro da autorevoli studiosi del settore). Essa richiede una ristrutturazione dell’intero sistema  che parta prima di tutto da:

    •    una razionalizzazione dei percorsi di ingresso e di uscita dalla città (per snellire il traffico, ridurre i tempi di percorrenza, garantire maggiore sicurezza agli utenti);

    •    l’inserimento di “ sistemi alternativi” non inquinanti e non impattanti quali piste pedonali e ciclabili (percorribili normalmente anche per raggiungere le sedi di lavoro);

    •    la realizzazione del progetto della metropolitana di superficie che rispetto a quella sotterranea prevede tempi e costi di realizzazione sostenibili, costi di manutenzione notevolmente ridotti, scarsa incidenza di inquinamento ambientale, acustico e  basso impatto sul territorio


- sulla fattibilità del progetto della Metropolitana pesante è stato realizzato uno studio dal Centro ricerche modelli di mobilità del Dipartimento d’Ingegneria del territorio, il risultato del quale fu riportato anche dalla stampa del giorno 7 Aprile 2009 ( Rif. La Nuova Saredgna) e dalla quale si apprendeva chiaramente  che:

    •    “ [ …] L’Università boccia i 18 chilometri di metro sotterranea per i quali il Comune vorrebbe spendere 451 milioni: secondo i docenti del Crimm, il Centro ricerche modelli di mobilità del dipartimento d’Ingegneria del territorio, rappresentano «un intervento sovradimensionato rispetto alla domanda reale». Perchè la spesa sia giustificabile dovrebbero usarla 20 mila passeggeri all’ora anzichè gli attuali 2500”;

    •    “ Secondo i docenti del Crimm «se non si raggiungono tali valori di traffico non ha alcun senso logico realizzare sistemi di questo tipo. Non è corretto utilizzare questi sistemi con frequenze dell’ordine di cinque minuti che ridurrebbero la capacità a 3600-4800 passeggeri all’ora, in linea con le esigenze della città, ma che potrebbero essere mantenute anche dagli autobus su corsie riservate o da altri sistemi”; 

    •    “ La città (160 mila abitanti) e la sua conurbazione (almeno altri 100 mila) non presentano una configurazione insediativa capace di generare flussi di traffico di questo valore, caratterizzandosi con insediamenti diffusi ed estensivi e nessuna forte concentrazione spaziale di attività”;

- quest’ultimo punto risulta ancor più interessante se si considera che dalle ultime statistiche (dati Istat) il capoluogo ha perso, solo nei primi tre mesi del 2009, ben mille abitanti, la maggior parte dei quali giovani tra i 25 e i 35 anni;

- tale fenomeno è in costante aumento se si considera che  se nel  2001 i residenti del capoluogo erano 168.506, nel 2004 se ne contavano 161.945 fino a raggiungere i 157 mila nel 2009, ben 11 mila unità in meno in 8 anni ( non va inoltre trascurato il fatto che, sempre secondo dati Istat, l'anagrafe di Cagliari nel 2009 ha registrato, nel solo mese di gennaio,  ben 375 residenti in meno,  408 nel mese di febbraio e 354 in quello di  marzo).

- Sullo sviluppo demografico, dato da cui non si può prescindere, si deve considerare che in città i decessi superano le nascite. L’unico incremento è legato alle nascite registrate tra gli immigrati.


- il sottosuolo cagliaritano ha già presentato anche recentemente notevoli problemi di stabilità (ad esempio i cedimenti in piazza d’Armi) da accertare attraverso studi ingegneristici e geologici, perizie necessariamente preliminari alla realizzazione di un progetto di tale portata


- finora in modo incomprensibile non è stato preso in considerazione  l’immenso patrimonio storico-culturale e archeologico del sottosuolo cagliaritano (passaggi sotterranei che attraversano i centri storici, corsi d’acqua di notevoli estensioni, cisterne di epoca romana etc.).  Tali rinvenimenti, seppur parziali devono indurre ad escludere la  fattibilità del progetto della metrò interrata, per evitare possibili danni ingenti al patrimonio non ancora esplorato.


- Non sono stati contemplati gli ingentissimi costi di manutenzione, tenendo conto che nel tratto della via Roma, ad esempio, il tunnel sarebbe realizzato sotto il livello del mare.



Ciò premesso, si impegna il Presidente della Regione Sardegna e la Sua Giunta affinché


-    la Giunta regionale neghi il prescritto “concerto” di cui all’art. 56 del D.P.R. n. 349/1986 (norme di attuazione dello statuto speciale per la Sardegna) per la realizzazione di qualsiasi opera pubblica d’interesse statale relativa al progetto di metropolitana sotterranea di Cagliari e della sua area vasta, alla luce dei dati emersi e degli autorevoli studi che sottolineano le forti criticità sulla fattibilità concreta del progetto;

    •     A riferire in sede di Consiglio sull’avvenuto stanziamento di 140 milioni di Euro a favore della realizzazione di quest’opera come da Atto Aggiuntivo alla Intesa Generale Quadro tra Governo e Regione Sardegna per l’Integrazione del Programma delle Infrastrutture Strategiche ( del 02 Ottobre 2009) in cui la metropolitana interrata di Cagliari è inserita tra le “opere prioritarie di immediata cantierabilità che la Sardegna intende inserire nel prossimo documento di programmazione economica e finanziaria del Governo nazionale”.


Cagliari, 15 Ottobre 2009

Claudia Zuncheddu -  Luciano Uras – Radhouan - Ben Amara - Carlo Sechi - Massimo Zedda


 
- Emilio Floris ha detto di aver preso impegni con la Regione per un monitoraggio di tutto il sottosuolo cagliaritano.
Oltre via Peschiera e adiacenti, esistono altrezone a rischio?
Uno studio approfondito per accertare le condizioni di stabilità del sottosuolo  è stato realizzato?
Una perizia di questo tipo è stata portata avanti per i cedimenti in via Peschiera ma non è stata portata a termine perché troppo costosa! Si può realizzare una metro sotterranea senza questi studi e perizie perché troppo costosi e mettera a rischio la sicurezza dei cittadini?

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mercoledì, 04 novembre 2009

:: INTERROGAZIONE SU EOLICO

INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA SU realizzazione di una centrale eolica off shore nel mare territoriale del Sinis. 


-  la società Is Arenas Renewables Energies s.r.l. ha presentato alla Capitaneria di Porto di Oristano un'istanza per la concessione demaniale sessantennale per la realizzazione di una centrale eolica off shore composta da 80 torri eoliche, ognuna della quali alta 130 mt (di cui ben 100 mt dal livello del mare) e di 320 MW di potenza massima;
 
-  Il sito prescelto è di ben 21.698.062,00 mq. nel mare territoriale del Sinis (la distanza minima dalla costa, sarebbe, di circa un miglio nautico ) e 450 mq. sul demanio marittimo;
 
-  La zona interessata dal progetto è quella del litorale di Is Arenas, nel tratto di mare compreso fra le rinomate località Su Pallosu e S’Archittu, sito di importanza comunitaria – S.I.C. “Is Arenas” (codice ITB032228) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, esecutiva con D.P.R. n. 357/1997 e successive modifiche ed integrazioni (elenco regione biogeografica mediterranea approvato con decisione Commissione europea n. 3261 del 19  luglio 2006 in G.U.  CE n. L259 del 21 settembre 2006);

-  la realizzazione di un progetto simile, oltre qualsiasi ipotesi della pianificazione regionale in materia, andrebbe a impattare in maniera grave su alcune delle spiagge più belle dell’Oristanese, una fascia costiera rinomata in tutto il Mediterraneo per l’altissima valenza estetica e paesaggistica e per il suo notevole pregio naturalistico
 
- tale progetto minaccia pesantemente la conservazione del patrimonio di biodiversità di cui tali siti dispongono
 
- la zona interessata subirebbe inoltre pesanti vincoli alla navigazione da diporto ed alla pesca, compromettendo di conseguenza la fruibilità di tale zone sia nel settore turistico che in quello delle attività produttive
 
- Gli abitanti dei territori interessati, e i Sardi in generale, si sono opposti in massa alla realizzazione di tale progetto manifestando il loro dissenso attraverso i media e sit-in di protesta che hanno richiamato migliaia di persone da tutta l’Isola

- La situazione di impotenza vissuta dalle popolazioni rivierasche, private di qualsiasi voce in capitolo dai regolamenti demaniali, per l’ennesima volta pone in evidenza i limiti della autonomia del popolo Sardo: qualsiasi azione di difesa della costa,  può essere vanificata in qualsiasi momento da un’autorizzazione ministeriale.
  
-  la realizzazione di una centrale eolica off shore su un ambito marino così vasto (quasi 22 mila ettari) comporterebbe necessariamente l’interdizione di qualsiasi pubblico uso del mare, la pesca, la navigazione da diporto per lungo tempo con pesantissimi effetti negativi per la collettività;

-  l’energia attualmente prodotta nel territorio regionale supera di gran lunga il fabbisogno della Sardegna contenuto nel PEARS (modificato con deliberazione Giunta regionale n. 66/24 del 27 novembre 2008);

 - in ogni caso, la realizzazione di centrali eoliche in aree marine è assoggettata al preventivo e vincolante (art. 29 del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, legge n. 99/2009) procedimento di valutazione di impatto ambientale (art. 20 decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, allegato II, punto 7 bis).

- l’impianto eolico sembrerebbe  dettato più da esigenze speculative (es. rilascio dei c.d. “ certificati verdi”) che da effettive necessità energetiche.

Tutto ciò premesso, la sottoscritta interroga il Presidente della Giunta e gli Assessori competenti per sapere se

    •    Se sia stato svolto il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, necessario e vincolante per legge

    •    Se tale progetto sia stato ideato tenendo conto o meno del fabbisogno energetico sardo


    •    Se si stia pianificando un adeguato sostegno, tecnico e finanziario, a beneficio delle comunità intenzionate a realizzare impianti eolici e  solari per il soddisfacimento del proprio fabbisogno energetico

    •     Quale tipo di provvedimenti concreti gli Assessori competenti abbiano già adottato contro la realizzazione di tale progetto, al quale lo stesso Presidente della Regione e l’Assessore all’Ambiente si sono dichiarati contrari ( sulla stessa stampa del 05 Ottobre 2009)


Cagliari, 06/10/09       

Claudia Zuncheddu                                      
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martedì, 03 novembre 2009

:: COMUNICATO STAMPA 14.10.2009

L’istituzione della commissione oncologica regionale è senza dubbio un passo in avanti importante. Presieduta dall’assessore regionale alla Sanità Antonello Liori e composta da 17 specialisti e un rappresentante delle associazioni dei pazienti, familiari e mondo del volontariato, avrà tra l’altro il compito di provvedere alla rete per l’assistenza oncologica.

Peccato che, secondo le direttive ufficiali, tale commissione si occuperà dei “soli” casi di tumori del colon-retto, della mammella e della cervice uterina, come dichiarato dallo stesso Assessore Liori e secondo dati ufficiali prevalentemente riscontrati nelle aree urbane.

Si escludono pertanto tutte quelle patologie tumorali che hanno fatto registrare una fortissima incidenza nelle aree più a rischio, come quelle presso i poli industriali, minerari e i poligoni militari, e le alterazioni genetiche riscontrate dallo studio del DNA a carico delle popolazioni infantili di Sarroch e Quirra e le conseguenze dell’inquinamento da piombo sui bambini del Sulcis-Iglesiente.

La commissione medica permanente di vigilanza proposta nella mozione presentata dal Gruppo Comunisti-Sinistra Sarda-Rossomori, prima firmataria Claudia Zuncheddu, dovrà  invece monitorare in particolare tali aree a forte pressione ambientale e le relative patologie tumorali registrate da dati ufficiali.


Claudia Zuncheddu
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